La Convenzione denuncia la demolizione del diritto internazionale - The Mediterranean Convention denounces the demolition of international law - La Convention dénonce la destruction du droit international - تدين اتفاقية حقوق الإنسان في البحر الأبيض المتوسط ​​تقويض القانون الدولي

Come Convenzione per i Diritti nel Mediterraneo siamo consapevoli che la promozione dei diritti e la protezione dei più deboli in una parte del globo non può prescindere dall’esistenza di un quadro certo di diritto internazionale, quale quello emerso dalla tragedia delle guerre mondiali del XX secolo, vigente e rispettato da tutti i paesi. Ciò vale anche per la promozione dei diritti delle popolazioni mediterranee.Assistiamo invece alla quotidiana e sistematica demolizione di ogni forma di legalità che non sia quello della giungla e il ritorno ad una postura apertamente razzista e coloniale da parte del cosiddetto Occidente che credevamo alle nostre spalle.Per questo ci allarma, oltre che ripugnare, l’operazione di estorsione messa in atto dagli Stati Uniti attraverso il rapimento del presidente Maduro e la esplicita minaccia di morte nei confronti dell’attuale governo e popolo venezuelano, finalizzata all’accaparramento di risorse energetiche che in uno stato di diritto dovrebbero essere assegnate attraverso il mercato e normali contratti commerciali. Una estorsione che prelude già a nuove estorsioni come quella che riguarda la Groenlandia. Tale tentativo di estorsione violenta con ogni evidenza nulla ha a che vedere con la qualità della democrazia in Venezuela o con la personalità delle persone rapite o minacciate ed ha invece ripercussioni gravi per le popolazioni e i paesi deboli di tutto il globo da oggi soggette alle scorrerie impunite di qualsiasi paese più forte.Meraviglia che le classi dirigenti europee, che si beano di citare lo stato di diritto ogni piè sospinto non comprendano le gravissime conseguenze del loro appeasement nei confronti del neocolonialismo statunitense.

Leggi di più »

La Convenzione dei Diritti nel Mediterraneo sostiene l’iniziativa della Global Sumud Flotilla - The Convention on the Rights of the Mediterranean supports the initiative of the Global Sumud Flotilla -اتفاقية حقوق البحر الأبيض المتوسط ​​تدعم مبادرة أسطول الصمود العالمي -

E’ sicuramente la più grande missione civile a supporto di Gaza e della sua popolazione che si sta attivando negli ultimi mesi. La Global Sumud Flotilla, composta da oltre cinquanta navi, con quindicimila partecipanti da 44 paesi, e centinaia di tonnellate di aiuti, partirà il 4 Settembre da due porti siciliani, Catania e Augusta, e la Convenzione dei Diritti nel Mediterraneo da la sua piena adesione ed il suo convinto sostegno a questa grande mobilitazione internazionale.

Leggi di più »

La Dichiarazione dei Giovani per la Pace è stata presentata all'ONU - Déclaration des Jeunes pour la paix présentée à l'ONU - Youth for Peace Declaration presented at UN - إعلان الشباب من أجل السلام المقدم في الأمم المتحدة

È stata presentata ieri a New York la "Dichiarazione dei Giovani per la Pace nel Mediterraneo", nell'ambito di un evento collaterale all'80ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite, promosso dalla Delegazione Permanente di Malta e dalla Convenzione per i Diritti nel Mediterraneo, la co-sponsorizzazione della missione italiana e il sostegno della Fondazione Saedegna e della Regione Sicilia.

Leggi di più »

Presentazione all'ONU della "Dichiarazione dei giovani per la pace" - Présentation à l'ONU de la « Déclaration des jeunes pour la paix » - Presentation at the UN of the "Youth Declaration for Peace" - عرض "إعلان الشباب من أجل السلام" في الأمم المتحدة -

Sarà presentata Mercoledì prossimo 25 Giugno alle ore 13.15 alla Conference Room 9 UNHQ nel quartier generale delle Nazioni Unite a New York, la “Dichiarazione dei giovani per la pace nel Mediterraneo” firmata a Sassari l’8 novembre 2024 dai rappresentanti di ragazzi e ragazze di undici paesi mediterranei. La presentazione avverrà a cura di due ragazze di Sassari e di Istanbul, Cristina Chessa Colombino e Merve Şahin, nel corso del side-event “Empowering Young Persons for Peace in the Mediterranean” organizzato dalla rappresentanza permanente di Malta presso l’ONU e dalla Convenzione per i diritti nel Mediterraneo e, con la co-sponsorizzazione della rappresentanza italiana e della ong Un Ponte Per. La “Dichiarazione” è il frutto del lavoro di circa 250 ragazzi e ragazze tra i 16 e i 28 anni di undici paesi rivieraschi che, per iniziativa della Convenzione per i diritti nel Mediterraneo, si sono incontrati online rispondendo agli auspici della risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 2250/2015 “Giovani Pace Sicurezza” che chiede un maggior coinvolgimento dei giovani nei processi di pace. In un lavoro online che è durato più di sei mesi i ragazzi e le ragazze hanno discusso delle cause comuni delle guerre e analizzato i possibili rimedi. Tra le cause comuni individuate la competizione tra gli Stati per il territorio e le risorse, le divisioni etniche e religiose, la proliferazione degli armamenti e di culture violente , la disuguaglianza e la mancanza di diritti umani. La “Dichiarazione” chiede “alle Nazioni del mondo di adottare urgentemente” l’immediato cessate il fuoco in tutti i conflitti, il disarmo e l’avvio del dialogo politico per risolvere le cause profonde dei conflitti coinvolgendo le giovani generazioni . Secondo i ragazzi e le ragazze va rafforzata la cooperazione regionale per “affrontare le sfide comuni e promuovere pace e prosperità per tutti”, investendo nello sviluppo sostenibile, una crescita economica inclusiva e promuovendo i diritti umani. Ai rappresentanti delle Nazioni Unite presenti le ragazze chiederanno che la “Dichiarazione” venga distribuita a tutti gli Stati e sia oggetto di discussione. All’incontro di New York, parteciperanno l’assistente del Segretario Generale dell’Onu per gli affari giovanili, Felipe Paullier, i rappresentanti di Finlandia e Giordania, paesi vice- presidenti del gruppo “Amici della risoluzione Giovani Pace Sicurezza”; sarà introdotto dall’ambasciatrice di Malta Vanessa Frazier e concluso dal presidente onorario di Un Ponte Per Fabio Alberti. L’evento si svolgerà mercoledì 25 giugno, ore 13:15, Conference Room 9 UNHQ Per info: +393483313233

Leggi di più »

Palestina: parliamone con Lilia Ghanem - Palestine : Parlons-en avec Lilia Ghanem - فلسطين: لنتحدث عنها مع ليليا غانم - Palestine: Let's talk about it with Lilia Ghanem -

La Palestina e il genocidio in atto: contro il silenzio, e l'ignavia, ci riuniamo per comprendere, e promuovere il dialogo ad ogni livello.Lilia Ghanem, già docente alla Sorbona, è fondatrice del Tribunale di coscienza per il giudizio sui crimini di guerra.Coordina i lavori Giuseppina Ancona, presidente dell'associazione Un'altra storia.Le due conferenze, organizzate a Riposto e a Siracusa da Un'altra storia e dalla Convenzione dei diritti nel Mediterraneo, è sostenuta da una rete di associazioni del territorio di Riposto e dalla Cgil di Siracusa.Appuntamenti:

Leggi di più »

Tracce coloniali: comunicato stampa - Traces coloniales: communiqué de presse - Colonial traces: press release - الآثار الاستعمارية: بيان صحفي

Da ieri anche la Convenzione per i diritti nel Mediterraneo è a Ustica con Un Ponte Per, nell'Isola che ha visto la deportazione degli oppositori libici alla colonizzazione italiana. Come nelle altre piccole isole qui sono stati reclusi per anni e spesso vi sono morti, centinaia di abitanti della Cirenaica e della Tripolitania che l'Italia liberale, prima di quella fascista, aveva voluto invadere alla ricerca di un presunto posto al sole. Una pagina vergognosa della storia italiana per troppo tempo rimossa e nascosta sotto il tappeto del mito "italiani brava gente". Siamo venuti qui, con Arci, Yekatit12, Anpi, Cgil, Un altra storia Aps, il Centro Studi Ustica, che ringraziamo per l'accoglienza. Portiamo l'omaggio della società civile italiana a quelle vittime e a quei resistenti al colonialismo italiano e per rivendicare il diritto a conoscere tutta la nostra storia. Conoscere per riconoscere. Riconoscere per riparare.

Leggi di più »

Sviluppo eco-sostenibile delle comunità - Développement communautaire éco-durable - Eco-sustainable community development - التنمية المجتمعية المستدامة بيئيًا: الممارسات الجيدة

La Convenzione dei Diritti nel Mediterraneo presenta alcune buone prassi per lo sviluppo eco-sostenibile delle comunità, a Milo, Piedimonte Etneo e Santa Venerina, Venerdì 23 e Sabato 24 Maggio 2025Può esserci uno sviluppo eco-sostenibile delle comunità nell’area del Mediterraneo? Se ne parlerà facendo conoscere delle buone prassi, Venerdì 23 e Sabato 24 Maggio a Milo, Piedimonte Etneo e Santa Venerina, in una iniziativa organizzata dalla Convenzione dei Diritti nel Mediterraneo, con il patrocinio e la collaborazione dei tre comuni etnei che aderiscono alla Convenzione, ed il sostegno dell'Assessorato alla Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro della Regione Sicilia.Venerdì 23 maggio dalle ore 16 alle ore 19,30 al Museo Virtuale del Comune di Milo,si tratterà il tema "Dalla Sovranità alimentare alla Serenità alimentare". Sabato 24 maggio dalle ore 9,30 alle ore 12,30 nella Sala Consiliare del Comune di Piedimonte Etneo si parlerà di "Comunità Energetiche", e Sabato 24 Maggio dalle ore 16,30 alle ore 19,30 nella Casa del Vendemmiatore del Comune di Santa Venerina l’argomento trattato sarà la “Risorsa Rifiuti e l’Economia Circolare”.L'iniziativa si pone l'obiettivo di determinare itinerari progettuali della Convenzione relativi alle tre tematiche, muovendo da buone prassi per quanto riguarda Rifiuti e Comunità Energetiche (Comuni di Santa Venerina e Piedimonte Etneo) e dal documento "Dalla Sovranità alimentare alla Serenità alimentare" da considerare come base per riattivare un gruppo specifico su questa importantissima tematica.Ci si confronterà sulle diverse esperienze, e si individueranno modalità, tempi e strumenti per dare continuità alle attività in tali campi così determinanti per "Fare del Mediterraneo un luogo di popoli che vogliono vivere insieme e in pace".Parteciperanno: Tuba Dal e Kadircan Yurdakul dalla Turchia, Mohamed Soubhi dal Marocco, Arslan Hajdinaga e Damir Rascic dal Montenegro, Aleksander Marleci, Rosita Marleci e Marjan Lukani dall’Albania, Karsten Xuereb in collegamento da Malta, e per l’Italia Edgardo Maria Iozia (referente del gruppo sovranità alimentare della Convenzione), Tonino Perna in collegamento dalla Calabria, Benedetto Sechi Italia per la Sardegna, Antonio Liotta per la Sicilia, Giusy Rannone per la Sicilia (esperta di Comunità Energetiche), Pasquale Carlo Tornatore per la Sicilia, Santo Oliveri per la Sicilia (esperto di politiche dei rifiuti), Salvo Cacciola per la Sicilia (referente Fattorie Sociali Siciliane), Sebastiano D’Achille per la Sicilia (esperto di Comunità Energetiche), Cristiano Anastasi per la Sicilia (ex Senatore, presentatore della legge sulle Comunità Energetiche, Beppe Giusto Coordinatore del Gruppo Città Sostenibili.Saranno presenti anche i Sindaci dei tre Comuni aderenti alla Convenzione: Santo Raciti per Santa Venerina Ignazio Puglisi per Piedimomte Etneo e Alfio Cosentino per Milo.Con questo incontro continuano le attività della Convenzione dei Diritti nel Mediterraneo, convenzione firmata a Palermo nel Marzo 2022 da ottanta delegati di Albania, Algeria, Bosnia, Comunità Curda, Egitto, Francia, Grecia, Iraq, Italia, Libano, Libia, Macedonia del nord, Malta, Marocco, Palestina, Siria, Spagna, Tunisia, Turchia, con rappresentanti di associazioni, enti locali, personalità della cultura e del terzo settore.

Leggi di più »

Tracce coloniali: ricordare per riconoscere, riconoscere per riparare

Pochi lo sanno, anche perché non ce n’è traccia nei libri di scuola, ma c’è stato un tempo in cui l’Italia deportava nelle piccole isole gli oppositori libici alla colonizzazione della loro terra e ve li lasciava morire. Le stesse isole in cui verranno poi confinati gli antifascisti, tra cui Antonio Gramsci.È una delle tante vergogne nascoste della storia coloniale dell’Italia prima liberale e poi fascista.È iniziato nel 1911 quando, dopo la sconfitta di Shara Shatt, l’occupante rispose con una “Caccia all’arabo” e l’esecuzione sommaria di migliaia di persone. Altre, forse 4000, furono frettolosamente imbarcate senza processo per Favignana, le Tremiti, Gaeta e per Ustica. Le deportazioni continuarono negli anni seguenti fino ad almeno il 1934.Non erano solo oppositori trovati con le armi in pugno o dissidenti, ma anche semplicemente persone influenti, professionisti o semplici passanti rastrellati a casaccio. L’Italia decapitava così la società tripolina nella speranza di impedire una resistenza che invece puntualmente riprese nel 1915 con la “grande rivolta araba”.Le condizioni di detenzione furono durissime, come testimoniato dalle poesie scritte durante la prigionia da Fadil al Shamani, poeta e partigiano di Tobruk deportato nel 1912. Almeno un terzo dei deportati ne morirono.Questa storia è una macchia nel passato del paese non solo per esserne stata responsabile, ma anche per averla occultata, come per i tanti altri crimini dell’impresa coloniale italiana in Libia, come in Etiopia, in Eritrea, in Somalia o nei Balcani.L’occultamento della memoria coloniale, oltre che un oltraggio alle vittime, è stato ed è una negazione del diritto degli italiani e delle italiane a conoscere la propria storia.Ma siccome la storia lascia tracce, c’è a Ustica un piccolo cimitero in cui i deportati libici morti in prigionia venivano seppelliti. E dimenticati.

Leggi di più »

Ruolo centrale della donna nel Mediterraneo - Le rôle central des femmes en Méditerranée - Central role of women in the Mediterranean - الدور المركزي للمرأة في منطقة البحر الأبيض المتوسط

Siracusa, 9-10 maggio 2025.Due giorni in cui donne provenienti da cinque Paesi mediterranei - Albania, Italia, Libano, Libia, Turchia - daranno vita alla rete locale e inter-territoriale, per promuovere una società inclusiva e paritaria, uguali opportunità per le donne rispetto agli uomini e la partecipazione femminile ai processi decisionali ad ogni livello.

Leggi di più »